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A Lucera il nuovo spettacolo del Laboratorio Teatrale di Casalvecchio di Puglia

Sabato 8 ottobre, alle ore 19:00, presso la Parrocchia San Pio X in Lucera, con lo spettacolo “MISERICORDIA: L’AMORE TOCCA IL CUORE E TUTTO SI TRASFORMA”, giunge al termine il Convegno Pastorale Diocesano: LA CARITÀ “FORMA” DELLA CHIESA, PER EDUCARSI AL DONO E ALLA GRATUITÀ. A portare in scena lo spettacolo sarà il Laboratorio Teatrale ‘Amami se hai coraggio’ curato dalla Parrocchia di Casalvecchio di Puglia.

Lo spazio scenico è reso vivo da corpi in movimento. Nessun oggetto. Nessuna scenografia. Solo attori che, con la loro semplicità, vogliono trasmettere la fragilità dell’uomo e la misericordia di Dio. Scene crude e leggere sono intervallate da monologhi forti, che fanno venire i brividi e riflettere a fondo. Nessuna interazione. Nessun dialogo. Solo monologhi, che marcano la solitudine dell’uomo tra gli uomini, lontani da Dio, separati dall’amore. Ma, quando si ha il coraggio di gridare le proprie emozioni all’amata/o, quando si ha il coraggio di ritornare a casa, con la propria fragilità in mano e affrontare quella vita che non volevamo, lì scende la grazia, lì arriva l’abbraccio… L’Amore tocca il cuore e tutto si trasforma: non si è più soli.

Lo spettacolo, figlio della nota Parabola del Padre Misericordioso (Vangelo di Luca al capitolo 15, 11-32) è stato elaborato da tutti i componenti del laboratorio, dopo una lunga ricerca sull’essenza della misericordia. In scena i ragazzi del laboratorio.

Il progetto teatrale “Amami se hai coraggio” è nato nel novembre del 2012, da parte del Parroco del paese, Don Modesto De Girolamo. Uno spazio ‘sacro’, nel quale dedicare del tempo a se stessi, per conoscersi, crescere insieme e superare i propri limiti, che molte volte ci auto imponiamo.

Lo spettacolo nasce da un Anno Santo: Il Giubileo Straordinario della Misericordia, indetto da Papa Francesco dall’8 dicembre 2015 al 20 novembre 2016. Uno anno particolare, dove far riaffiorare i sentimenti e le emozioni: perché ritrovare l’uomo significa ritrovare le proprie origini, quell’impasto di amore e materia su cui ha soffiato l’alito della creazione, significa riscoprire il sacro e far rivivere l’Eterno.

 

 

 

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